Ad ali aperte con Aliperti: un’intervista in volo

Ad ali aperte con Aliperti: un’intervista in volo

Aliperti, e le ali si spalancano per volare leggeri sulla miriade di ascolti più o meno gradevoli, di musica più o meno “sensata”, di stream più o meno “autentici” che in questi mesi hanno affollato i nostri weekend di release e che, oggi, finiscono con lo sciogliersi nell’afa dell’amnesia e del caldo di luglio-

Tutti, tranne qualcuno, e su tutti il nostro “qualcuno” di oggi è un giovanissimo autore (residente, per chi volesse saperne di più sull’intero “movimento”, in via Formica Dischi – etichetta, questa da tenere ben d’occhio) che ha da poco pubblicato un disco d’esordio capace di farci strabuzzare per bene gli occhi, spalancando le orecchie.

Insomma, “Camera Oscura” è un disco che merita, e Aliperti vale bene quest’intervista: non fermatevi qui, insomma, e divoratevi il debutto discografico, perché ne vale la pena.

Aliperti, preparati ad una delle nostre interviste “controcorrente”, un po’ eccentriche! Allora, ma che ne sanno gli altri del perché un disco d’esordio debba chiamarsi “Camera Oscura”, e ricordare più un album di fotografie di famiglia che una raccolta di canzoni?!

In effetti le due cose sono correlate, il disco parla di fotografia proprio perché ogni canzone ha un linguaggio fotografico che vuole esprimere delle emozioni raccontando esperienze tramite delle immagini.

Ma che ne sanno gli altri di quali siano i ricordi della propria infanzia che Aliperti custodisce con più affetto? Sì, perché “famiglia” sembra essere per te una parola piuttosto importante…

Negli ultimi anni questa parola assunto un significato sempre più importante. Quando ho deciso di fare questo disco probabilmente non ero ancora totalmente consapevole del valore che gli do oggi, però camera oscura parla prevalentemente di ricordi e cosa rimanda ai bei momenti del passato più che un album di famiglia?

La camera oscura è il luogo in cui le immagini e gli scatti prendono “luce”, quasi in contrapposizione con il nome che identifica questa preziosa stanza. Possiamo dire che questo disco, per te, funzioni un po’ allo stesso modo? Insomma, ma che ne sanno gli altri di quali cose tu sia riuscito a “mettere a fuoco” grazie a questo album?

Il titolo dell’album è anche un po’ un gioco di parole per dire che così come nella camera oscura nascono le fotografie nella mia camera oscura sono nate le canzoni che ho scelto di mettere nell’album. Trovare una quadra a questo disco mi ha permesso di capire meglio alcune cose di me stesso e in particolare mi ha confermato che il successo del percorso artistico che ho intrapreso è quello che mi auguro per il mio futuro.

Ma che ne sanno gli altri di quale sia il brano che, più degli altri, ti spezza più il cuore e quale quello che invece ti ha aiutato a fare pace con te stesso (ovviamente, parlando dei brani di “Camera Oscura”…)?

Spesso quando eseguo “sonno“ ho la sensazione di ammalarmi di questo pezzo, infatti mi sento catturato dalla sua atmosfera cupa, malinconica e a tratti violenta di questo brano. “Zaino“ invece è la canzone che ho scritto per ultima ed è quella che, seppure abbia un testo abbastanza malinconico, mi trasferisce una spensieratezza estiva che a volte mi permette di ridimensionare alcuni problemi

Ma che ne sanno gli altri di come si faccia, oggi, a rimanere davvero “indipendenti”, senza cedere alle sirene del mainstream? Ma soprattutto, ma che ne sanno gli altri di cosa voglia dire, per Aliperti, essere “indipendente”?

Probabilmente rimanere indipendenti oggi significa non porsi il problema di esserlo o di non esserlo, la dipendenza artistica che in gabbia la creatività deriva da l’intenzione di seguire il gusto di massa piuttosto che di proporre qualcosa di nuovo e sincero.

Salutiamoci con la bacheca consigli: ma che ne sanno gli altri di quali siano i tre dischi del cuore di Aliperti?

I miei tre dischi preferiti sono American Idiot – Green day, Stadium Arcadian – Red Hot Chili Peppers (perché sono i primi due dischi che abbia mai ascoltato) e A Hard Day’s Night -Beatles (ma andrebbe bene qualsiasi altro disco dei Beatles)

Ilaria Rapa

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