Sui sedili della metro potrebbe capitarvi di incontrare Niveo

Sui sedili della metro potrebbe capitarvi di incontrare Niveo

Niveo, Niveo, Niveo: lo diciamo tre volte, così anche lui si rende conto di aver esordito, qualche giorno fa, pubblicando il suo primo brano scritto in pandemia, dopo aver scoperto la propria inclinazione musicale. Un progetto interessante, giovanissimo, che sa di fresco: potevamo non fare qualche domanda all’artista di Formica Dischi? Buona lettura!

Eccoci qui, caro Niveo! La nostra, è un’intervista un po’ diversa dalle altre, quindi preparati al peggio: allora, ma che ne sanno gli altri del perché, fra tutti i nomi, hai scelto proprio Niveo?!

Domanda curiosa! In quarantena decisi di voler cercare un nome d’arte ma proprio non avevo idea di come chiamarmi allora chiesi aiuto ai miei migliori amici cercando qualche idea da sviluppare: loro mi dissero che sarebbe stato figo cercare un nome che parlasse dei miei capelli bianchi, perché si, ho un sacco di capelli bianchi, allora decisi di prendere il dizionario per cercare qualche aggettivo adatto, e così trovai niveo, che significa ‘bianco come la neve’.

Hai cominciato a suonare, in realtà, da pochissimo: ma che ne sanno gli altri di come si faccia, ad un certo punto, a scoprire di avere un talento? Come è successo che all’improvviso hai svelato la tua propensione per la musica?

È successo tutto in maniera spontanea, sapevo di essere intonato e ho sempre avuto una grande passione per la musica, ma, per citarvi, che ne sapevo io che sapevo scrivere canzoni? In quarantena sentii il bisogno di cercare un modo di mettere per scritto ciò che provavo, decisi quindi di comprare la prima chitarra che mi piacesse e mentre imparavo a suonarla in contemporanea scrivevo i miei primissimi pezzi.

Appartieni a quella che viene definita Gen Z; ma che ne sanno gli altri cosa sia, questa Gen Z, e quali siano secondo te i “valori” e i “difetti” che caratterizzano, a tuo modo di vedere, la tua generazione?

La mia generazione potenzialmente è una generazione fantastica, ci pensavo proprio oggi: vivo in una generazione che ci tiene alla salute sia al livello fisico che soprattutto psicologico, vivo in una generazione nella quale è di moda leggere libri, avere dei propri gusti musicali, essere completamente aperti di mente ed essere se stessi al 100%, purtroppo come in ogni cosa ci sono eccezioni, ma meglio dare un occhio di riguardo a ciò che merita di essere riconosciuto.

Ma che ne sanno gli altri di quante frasi d’amore incredibili si possano trovare scritte sui sedili della metro? Ecco, approfittiamo di questa domanda per collegarne subito un’altra: ma che ne sanno gli altri di come nasce il tuo singolo d’esordio, “Sui sedili della metro”?

Sui sedili della metro nasce in una sessione in studio di registrazione quando portai una bozza di canzone scritta il giorno prima e, insieme al mio produttore, decidemmo di stravolgere e riscrivere quasi completamente il pezzo concentrandolo su un immagine forte come le scritte d’amore che ci sono sui mezzi pubblici!

Ma che ne sanno gli altri di quale film, secondo te, potrebbe essere colonna sonora il tuo primo singolo?

Un film preciso faccio fatica a trovarlo, forse deve ancora uscirne uno adatto! Di sicuro sarebbe una commedia romantica, ma non saprei bene quale, voi da casa avete idee?

Ma che ne sanno gli altri di quando potremo vedere dal vivo Niveo, su qualche palco in giro per l’Italia?

Vi faccio un piccolo spoiler, non ho mai suonato al di fuori della Toscana fino ad oggi ma abbiamo in programma un minimo tour italiano dopo l’estate, sarà la prima volta che viaggerò per la musica, non vedo l’ora di farlo!

Ilaria Rapa

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